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Santa Maria di Ricadi    Tropea    Pizzo    Vibo Valentia    Serra San Bruno

 

Capo Vaticano and Environs      


 

Appena la vidi, seppi  che quella terra dalla quale si scorgevano quelle magiche
isole era la mia seconda terra, e qui sono venuto a vivere…  
E quando di giorno dalla punta del mio promontorio guardo gli scogli e le
spiaggette cento metri sotto, e il mare limpidissimo che si fa subito blu profondo,
so di trovarmi in uno dei luoghi più belli della terra...
"

 

Così descriveva Capo Vaticano,  terra di cui fu ospite per oltre vent’anni, lo scrittore veneto Giuseppe Berto.
Qualcosa di divino affiora anche nella denominazione di questa località: Capo Vaticano significherebbe “luogo di vaticinio”, eletto a dimora di un celebre oracolo.
 
Il promontorio è la punta di uno dei massicci granitici più antichi del mondo. Situato al centro della costa tirrenica calabrese separa i golfi di Gioia Tauro a Sud e di S. Eufemia a Nord. 
Il turista sarà affascinato da uno scenario di incomparabile bellezza: scogliere a strapiombo sul mare trasparente e dal colore verde-azzurro, incantevoli insenature, numerose grotte e calette, spesso raggiungibili solo in barca.
A Capo Vaticano è d’obbligo portarsi dietro l’attrezzatura per le immersioni o per lo snorkeling: i fondali sono meravigliosi e rispecchiano anche sott’acqua il paesaggio cangiante della terra ferma, con praterie di Posidonia Oceanica che si alternano a grotte abitate da pesci variopinti. 
Secondo una nota rivista francese,  Capo Vaticano è considerata la terza spiaggia più bella d’ Italia  e fra le cento spiagge più belle al mondo.

 

Santa  Maria di Ricadi

 
Al centro della Baia di Santa Maria si presenta un piccolo borgo di pescatori, con la sua piazzetta affacciata sul mare, da dove si possono vedere nelle serate d’ agosto le Isole Eolie e perdersi negli incanti dei tramonti estivi.
 
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Tropea
 
A circa 9 Km da Capo Vaticano sorge su una rupe di arenaria la suggestiva cittadina di Tropea  regina incontrastata della Costa degli Dei per posizione geografica e per le sue radici, che affondano nel Mito della Magna Grecia.
L’antico borgo sembra emergere dalla roccia e regala scorci da cartolina, in particolare al tramonto,  quando il sole tinge di rosso le facciate delle casette arroccate nel tufo.
Il centro storico è ricco di negozietti che propongono i tipici prodotti alimentari: dalla nduja ai formaggi, dalla cipolla rossa all’olio di oliva extravergine.
Di notevole interesse il centro storico, con i palazzi nobiliari del '700 e dell''800 arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante, l’incantevole grotta azzurra e le sue 12 chiese. Da visitare  il monastero dei Francescani di notevole importanza e La Cattedrale Normanna del 1100.  
 
 
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Pizzo

Centro peschereccio e balneare a picco sul mare in pittoresca e strategica posizione lungo la costa del golfo di S. Eufemia. Sorta nell'alto medioevo, secondo alcune fonti sul sito dell'antica Napitum, è conosciuta per  lo splendido castello aragonese, nelle cui prigioni fu rinchiuso Gioacchino Murat, rinomata per i gelati artigianali  (Tartufo di Pizzo) e per gli spaghetti al nero di seppia.
 
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Vibo Valentia
 
Situata su di un altipiano che domina la parte meridionale del Golfo di Sant’Eufemia e capoluogo di provincia, Vibo Valentia conserva ancora oggi molte vestigia della sua storia millenaria: le Mura Greche, i resti di due templi, uno ionico e l’altro dorico,  il castello di epoca normano-sveva, eretto in splendida posizione panoramica, che dal 1994 ospita il Museo Archeologico Statale, nel quale sono custoditi reperti di eccezionale valore storico.
Da visitare anche il Duomo di S. Leoluca in stile barocco, la trecentesca chiesa del Rosario e quella, di epoca rinascimentale, di S. Michele. Tante altre chiese, palazzi nobiliari, ville con alberi secolari ecc. richiamano oramai da parecchio tempo l’attenzione di molti visitatori.
 
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Serra San Bruno
Serra san Bruno deve la sua origine alla venuta del monaco Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine dei Certosini, che dedicò la sua vita alla ricerca di Dio in silenzio e in solitudine e ricevette in dono dal Conte Ruggiero il Normanno i territori che oggi sono geograficamente individuati come altopiano delle Serre, per la costruzione del suo eremo, la Certosa di Santo Stefano del Bosco, primo monastero d’Italia e secondo in Europa dopo quello di Grenoble, in Francia.
All’interno della Certosa si può visitare un “Museo” dove è possibile avere tante informazioni sulla storia della Certosa, sul monastero e sulla vita dei monaci.
 
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